La minuscola carolina

La scrittura, differenziandosi di regione in regione come le lingue, avrebbe ostacolato il diffondersi della cultura romano-cristiana che, nella seconda metà del VIII secolo, risorse grazie alla visione universalistica creata dall’Impero Carolingio.

L’Impero Carolingio

L’Impero di Carlo Magno al tempo era composto in gran parte da gente comune e contadini che vivevano una quotidiana mescolanza di superstizioni, tradizioni pagane, rituali e guaritori; ma al di sopra di tutto questo c’era il Cristianesimo, vero e proprio collante sociale. La Chiesa era quindi un’immensa struttura che presidiava ogni città con vescovati e monasteri ospitanti intellettuali e libri del tempo: il clero risultava perciò un alleato imprescindibile per gestire il potere.
Da questa duplice esigenza di unificare il metodo di fruizione del sapere monastico e dell’informazione, ma anche di consolidamento del potere, si sviluppa la minuscola carolina o scrittura da cancelleria.


LUOGHI CARDINE E ORIGINI DELLA SCRITTURA CAROLINA

  •  Monastero di Corbie, Francia: Prima stesura e ideazione.
  • Roma: Dal “Liber Diurnus”, raccolta scritta a Nonantola che contiene circa 100 formulari per le pratiche abituali della cancelleria papale.)
  • Scuola Palatina di Aquisgrana: Cenacolo di intellettuali provenienti da ogni parte dell’Impero Carolingio.
    Di ispirazione ellenica all’interno di un impero prevalentemente cristiano, protendeva verso l’ideale di una società multi-etnica e multi-culturale.

DIFFUSIONE DELLA SCRITTURA CAROLINA

La scrittura carolina fu promulgata attraverso le leggi capitolari di Carlo Magno, che introdussero in tutte le regioni del suo Impero:

  • Testo di Alcuino di York

    L’Istruzione dei preti alla scrittura e lettura della nuova corsiva carolina.

  • L’Istituzione di scuole nei monasteri affinché ogni diocesi dell’Impero venga educata a celebrare le funzioni del credo cattolico nello stesso modo e secondo un calendario liturgico universalmente condiviso.
    In ogni angolo dell’Impero sorsero delle scuole vicino alle chiese ed alle abbazie il cui accesso alle lezioni era gratuito, in alcuni casi persino per servitù e plebe.
  • La correzione e copia in serie di testi liturgici atta a omologare non solo la tipologia di scrittura, ma anche il contenuto di tutti i libri sacri (dopo le invasioni barbariche il sapere del clero stava via via decadendo e molti testi erano scritti e recitati impropriamente).

Per definire quale fosse la versione originale della Bibbia, Carlo Magno raccolse i migliori intellettuali della Scuola Palatina e istituì due commissioni (in concorrenza l’una con l’altra) una con a capo Alcuino di York, consigliere fidato di Carlo Magno da sempre, l’altra con Teodulfo, un goto Vescovo di Orléans. Ebbe la meglio la trasposizione in latino di Alcuino, a cui venne affidato l’incarico di produrre in serie il testo “ufficiale” della Bibbia dandogli a disposizione l’enorme scriptorium del monastero di San Martino a Tours.

CARATTERISTICHE DELLA SCRITTURA CAROLINA

La lettera “a”, durante i secoli VIII-IX poteva avere due forme, onciale e corsiva (aperta): Il tratto di destra della “a” onciale nei codici più antichi è piuttosto obliquo, più tardi tende a raddrizzarsi:

  e 

La “d” ha la forma semionciale: accanto ad essa si usava pure quella onciale, che diventò frequente nei secoli XI-XII:

Le aste delle “b”, “d”, “l” e “h”, nella parte superiore sono, ai tempi iniziali, a mo’ di clava; dal secolo X in poi hanno un trattino ornamentale.

Legature tipiche: ct, st, et

Venne inoltre introdotto per la prima volta il punto interrogativo: “?”. I copisti, per indicare le domande, alla fine delle frasi inserivano la sigla “qo”, (quaestio, “domanda” in latino). Per evitare di confondere questa sigla con altre, cominciarono a sovrapporre le due lettere stilizzandole: la “q” divenne un ricciolo e la “o” un punto, ebbe così vita il punto interrogativo.

Carolina romana, secolo IX

Tractatus in epistula prima Pauli Apostoli – Biblioteca Apostolica Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carolina di San Martino di Tours, secolo IX

Collectio canonum – Biblioteca Apostolica Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La minuscola carolina fu un mezzo di semplificazione essenziale a cui tuttora dobbiamo lo sviluppo dei nostri attuali caratteri di stampa e uno dei tasselli che hanno contribuito allo sviluppo della nostra moderna Europa.

FONTI:

  • Treccani
  • Wikipedia
  • Carlo Magno. Un padre dell’Europa di Alessandro Barbero. Laterza, 2004
  • Lezioni di paleografia – Dott.ssa Renata De Simone

 

A cura di Mattia Cressoni