Dietro le quinte di un duello artistico

LA LETTURA DEL COPIONE

Prima di cominciare il lavoro di preparazione del duello, il Maestro d’Arme deve leggere integralmente il copione, capire bene chi sono i personaggi, qual è il loro carattere, qual è il loro profilo psicologico, qual è l’ambientazione.

Per il Maestro d’Arme, come per gli attori ed il regista, il copione è la prima fonte di informazioni sullo svolgimento della storia.

Il Maestro d’Arme deve sapere se il copione è immodificabile o se si possono apportare delle variazioni per meglio costruire la coreografia schermistica.

LE PARTICOLARITÀ DEL DUELLO

Nelle sceneggiature sono spesso presenti delle situazioni particolari che devono avvenire nel corso del duello: si pensi per esempio al combattimento finale della tragedia Amleto (The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark) di William Shakespeare, dove Amleto, Principe di Danimarca, si trova a dover affrontare in duello il cugino Laerte per motivi di vendetta: Laerte per essere sicuro di uccidere il rivale avvelena la punta della propria lama; nel corso del confronto però i duellanti, nella confusione degli accadimenti, si scambiano più volte le spade e vengono entrambi fatalmente colpiti dalla punta imbevuta nel veleno.

La particolarità quindi di questo duello sta nel fatto che nella costruzione del gioco schermistico, il Maestro d’Arme deve fare in modo che ad un certo punto i personaggi si scambino le armi.

Un altro caso famoso e particolare è quello del film La storia fantastica (The Princess Bride) tratto dal romanzo di William Goldman e portato sullo schermo dal regista Rob Reiner: il protagonista Westley, divenuto il temibile Pirata Roberts, nel tentativo di salvare la propria amata rapita da tre loschi figuri, si trova a dover affrontare in un duello schermistico uno del trio, il grande spadaccino Iñigo Montoya. I due spadaccini, entrambi mancini, si affrontano con grande maestria, fino al momento in cui il pirata sembra prevalere: a quel punto, con enorme sorpresa, lo spagnolo rivela di non essere mancino, e prendendo a combattere con la mano destra arriva infine a mettere alle strette il pirata, ma, altro colpo di scena, anche Roberts non è mancino! Inizia quindi una sequenza di colpi mirabolanti (e talvolta ai limiti del credibile) che concludono con il disarmo di Iñigo e la vittoria del Pirata Roberts.

In questo caso, volendo costruire un gioco schermistico di questo tipo, il Maestro d’Arme deve prevedere che gli attori partano impugnando l’arma con una mano, in seguito fare sì che uno di loro modifichi la mano dominante e che poi lo faccia anche l’altro, evidenziando il crescendo di abilità schermistica in seguito ai cambi.

Questi sono due esempi delle molteplici casistiche e particolarità che la sceneggiatura può chiedere al Maestro d’Arme di evidenziare nel corso dell’esibizione: uno scambio di armi, un disarmo, un’acrobazia, un colpo che sembra arrivare a segno, un cambio di mano dominante.

Mi permetto una piccola digressione da schermidore storico con una curiosità riguardante il duello de La storia fantastica: sia nel testo originale di Goldman, che nella versione in lingua originale del film di Reiner, nel descrivere i movimenti del duello si citano azioni di alcuni grandi Maestri di scherma realmente esistiti come Ridolfo Capoferro, Salvatore Fabris, Camillo Agrippa, Rocco Bonetti, Gérard Thibault d’Anvers, Donald McBane, Henry de Sainct Didier. Purtroppo, nell’edizione cinematografica italiana questi nomi non sono stati riportati, avendo preferito per le tecniche nomi impersonali come Torre, Alfiere, Testuggine e Capriolo.

COSA SI VUOLE COMUNICARE CON IL DUELLO

Di grande importanza è definire con il regista e con gli attori cosa si vuole comunicare con il duello: il combattimento può diventare un pretesto per comunicare i pensieri e le emozioni più recondite dei personaggi, può diventare il fulcro della storia, il punto di svolta emotivo, cambiando totalmente le carte in tavola, o essere il finale, lieto o tragico, di una vicenda.

Compito del Maestro d’Arme è quello di evidenziare attraverso il duello anche il carattere, il modo di pensare e lo stato emotivo dei personaggi, che dovrebbero riuscire a trasmettere al pubblico quella che è la loro essenza anche solo attraverso il gesto, senza nemmeno proferir parola.

I TEMPI DI LAVORO ED IL BUDGET

Il tempo che la produzione mette a disposizione del Maestro d’Arme per lavorare con gli attori è una delle variabili centrali nella preparazione di un buon duello artistico.

Il tempo necessario a preparare adeguatamente una coreografia schermistica dipende da molti fattori: dalla prestanza fisica degli schermidori, dalla tipologia e quantità di armi che si vogliono usare, dalla quantità di persone coinvolte nella scena, dalla complessità del duello, dal budget.

Il budget stanziato dalla produzione per la realizzazione dello spettacolo è incisivo sui tempi e gli importi che verranno poi messi a disposizione per pagare, fra gli altri, la prestazione del Maestro d’Arme.

Alcune produzioni purtroppo sottostimano l’importanza del lavoro del Maestro d’Arme, volendo riconoscergli per il lavoro svolto importi talvolta meramente “simbolici”. Allo stesso modo le produzioni spesso hanno tempi strettissimi per mettere in piedi uno spettacolo e vorrebbero che il Maestro d’Arme riuscisse in breve tempo a costruire un buon duello; certo, in base all’esperienza ed alle capacità del Maestro d’Arme e degli attori i tempi si possono anche restringere notevolmente.

Al di là del fatto che ogni Maestro d’Arme può chiedere il proprio tariffario, si deve comunque proporre sul mercato ad un prezzo adeguato, che rappresenti giustamente il livello del proprio lavoro, avendo la forza di rifiutare eventuali ingaggi che non rispettino la sua richiesta di pagamento.

ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEGLI ATTORI

Il fisico di ogni attore presenta delle peculiarità: può essere esso alto, basso, magro, sovrappeso, fiacco, nervoso, atletico, di bell’aspetto o meno, con i capelli lunghi o corti, mancino o destrimane.

Il Maestro d’Arme deve studiare attentamente tali caratteristiche, decidendo quali evidenziare, sfruttandole in maniera sapiente per caratterizzare al meglio il personaggio ed il suo stile di combattimento.

L’AMBIENTAZIONE E L’EPOCA STORICA

Il duello, oltre ad avere una sua storia che viene interpretata dagli attori, è inserito in una particolare ambientazione, che può essere connotata da una specifica epoca storica, eventualmente arricchita da una scenografia e calata in un determinato spazio scenico.

Il Maestro d’Arme deve conoscere più possibile questi dettagli per impostare al meglio il suo lavoro: definire le armi sceniche più adatte e coerenti, ma anche impostare uno stile di duello riferendosi possibilmente ad una trattatistica coeva all’ambientazione.

VEROSIMIGLIANZA O SPETTACOLARITÀ

In questa parte il ruolo fondamentale è giocato dal regista, che dovrà decidere quale impostazione dare alla coreografia schermistica, prediligendo un taglio prettamente tecnico e il più verosimile possibile ad un duello reale, o se inserire all’interno elementi di spettacolarità che, benché ben eseguiti e con la dovuta sicurezza, si allontanino dal realismo per favorire invece lo stupore del pubblico: salti, capriole, disarmi. Ci si potrebbe trovare nella situazione di dover usare come attrezzi da combattimento oggetti di scena che non sono propriamente “armi”: attrezzi di natura fantasy, oppure oggetti che nella realtà hanno tutt’altro utilizzo e che vengono temporaneamente convertiti ad arma: cucchiai, mestoli, mattarelli, semplici bastoni.

LO SPAZIO DEL DUELLO

Il Maestro d’Arme deve concordare con il regista le impostazioni generali del duello: come e dove inizia, come e dove finisce.

È importante conoscere nel dettaglio le dimensioni dello spazio scenico, in quanto nella fase di preparazione gli attori si devono abituare a rimane all’interno di precisi spazi, le dimensioni del palco nel caso del teatro, l’area di ripresa nell’ambito cinematografico.

Qualora si sappia già che gli spazi possono essere di dimensioni ridotte, è consigliabile far studiare gli attori in uno spazio volutamente ancora più ristretto: sicuramente più impegnativo a livello di costruzione, però darà poi agli attori la possibilità di gestire al meglio lo spazio reale, che potranno verificare in sede di esibizione e dove sarà comunque indispensabile fare una o più prove pre-spettacolo per calibrare spazi d’azione, tempi e movimenti.

La scenografia ha un’incidenza molto importante già dalla fase di preparazione, perché può essere un ostacolo a cui prestare attenzione, oppure un oggetto con cui interagire nella coreografia schermistica (a discrezione del Maestro d’Arme), in modo da ottenere maggior spettacolarità e realismo.

LA DURATA DEL DUELLO

Durante le rievocazioni storiche capita che il pubblico mi chieda quanto duravano realmente i duelli nelle epoche passate: la risposta che di solito fornisco è e che i duelli “duravano come un’Ave Maria”, nel senso proprio di “Ave – Maria”, ovvero si potevano concludere con uno o due colpi, se bene tirati. D’altro canto, siamo abituati a conoscere i duelli per la finzione teatrale, o ancor più, attraverso la finzione cinematografica, dove i duelli durano molti minuti e i personaggi riescono a non farsi nemmeno un graffio pur spendendosi in acrobazie ed equilibrismi, schivando colpi ai limiti del possibile.

La durata di un duello può essere quindi molto variabile, a seconda delle esigenze di produzione, della complessità dell’azione e del numero di personaggi coinvolti.

a cura del M° Fabio Scolari