Monaci nel Medioevo


Nell’Alto Medioevo la compenetrazione tra vita monastica e società si era fatta sempre più stretta e aveva portato perciò anche a conseguenze negative sul piano morale e disciplinare, con l’accumulo di beni eccessivi, i troppi interessi materiali, i prevalenti impegni amministrativi.

notaioA partire dal secolo XI c’è la tendenza alla nascita di movimenti monastici sopranazionali, unitari e accentrati che porta alla creazione di veri e propri Ordines. In quest’epoca, in seguito ad un intenso risveglio spirituale, raggiunge il suo culmine la teologia monastica, riflessione dei monaci sui misteri della fede nel quadro delle loro osservanze, in ordine alla pratica della vita contemplativa.

Il movimento eremitico era sempre esistito e in forme svariate, aveva attraversato tutto l’Alto Medioevo: in molti casi si trattava di monaci che, con il permesso del loro abate, conducevano vita eremitica nei pressi del monastero. A partire però dai secoli XI e XII il movimento eremitico diviene più facilmente individuabile non solo per l’aumento della documentazione, ma anche per la sua tendenza ad organizzarsi in veri e propri Ordines.

I certosini sono un movimento eremitico di cui nel 1127 Guido I, quinto priore della Chartreuse, compose un corpus di consuetudini che sono diventate la base della vita certosina. Questa ha per suo programma un’osservanza eremitica temperata da alcuni esercizi di vita cenobitica (o in comune).

Nell’Italia meridionale si sviluppò, a partire dai secoli X-XI, un intenso movimento monastico di origine bizantino-basiliana che si dedicò ad una vasta attività culturale, mediante la composizione e la trascrizione di opere letterarie ora sparse nelle più diverse biblioteche. Il monachesimo italo-greco ha lasciato testimonianze anche nelle numerose grotte rupestri spesso decorate da affreschi che attirano l’interesse degli storici dell’arte.

L’Ordine di Frontevrault (Francia, XI-XII secolo) fondato da San Roberto di Arbrissell rientra in quei movimenti monastici a diffusione prevalentemente locale con tendenza pauperistica e penitenziale ed è segnalato per essere stato un organismo formato da monasteri doppi, ossia di due comunità (maschile e femminile) poste sotto il governo di un’unica badessa. La prassi dei monasteri doppi comparirà pure nel movimento degli umiliati, diffusi specialmente nell’Italia settentrionale, una delle tipiche espressioni della religiosità popolare del tempo, dediti alla lavorazione della lana.

La corrente cistercense ideata da San Bernardo ha caratteristiche date dalla solitudine, dalla pratica della povertà, dal desiderio di un’osservanza letterale della Regola di San Benedetto innanzitutto quanto all’austerità degli abiti e del vitto, poi quanto alla soppressione delle lunghe preghiere supplementari e alla sobrietà dell’arredamento liturgico e delle chiese, infine quanto all’eliminazione dei possessi che i monaci non avrebbero potuto coltivare senza il ricorso alla manodopera estranea. L’influenza esercitata dai cistercensi su Chiesa e Società nel secolo XII fu grandissima. I cistercensi combatterono contro gli eretici e contribuirono al completamento dell’evangelizzazione dei paesi slavi e baltici, così come ispirarono alcuni ordini cavallereschi, primo fra tutti quello dei Templari.

Nelle principali città francesi, tedesche e italiane andavano formandosi dei capitoli canonicati (XII sec) in cui il clero conduceva vita comune, per lo più sotto la Regola di Sant’Agostino, non senza influssi della Regola di San Benedetto. Tali capitoli con il passare del tempo avvertivano l’esigenza di unirsi in congregazioni.

L’epoca delle crociate vide pure la nascita degli ordini cavallereschi, costituiti da religiosi che agli impegni tradizionali di tale vita aggiungevano quello dell’assistenza e della difesa dei pellegrini ai Luoghi Santi. Il primo di essi è l’Ordine di San Giovanni sorto nel secolo XI presso un ospedale a Gerusalemme. Pure nella Città Santa sorse l’Ordine dei Templari. In occasione della terza crociata venne fondato l’ordine dei cavalieri teutonici dedito non solo all’assistenza degli infermi, ma anche all’evangelizzazione di alcuni territori tedeschi.

a cura di Stefano Venco